31 gennaio 2006

arctic monkeys.

gli inglesi, in fatto di musica, sono un po' nazionalisti. spesso tendono ad incensare eccessivamente le lodi dei gruppi di casa loro e non sempre esiste un corrispettivo valore della proposta da loro promossa.
loro sono quattro, usciti dall'adolescenza da non molto e rietrano perfettamente nel caso della premessa che ho fatto.
la loro scalata al successo è debitrice della forte componente del passaparola che, grazie al giro di download messo in piedi su internet, ha creato un piccolo caso in patria, tanto da smuovere la domino records, che non ha aspettato un secondo di più a mettere sotto contratto il quartetto di sheffield.
il primo traguardo raggiunto da questi ragazzi è incredibile: due singoli piazzati al numero uno senza troppi problemi e l'album fresco di stampa "whatever people say i am, that's what i'm not" anch'esso in cima alla classifica britannica.
spulciando i dati di vendita ci si trova di fronte ad un record perchè, in una sola settimana dall'uscita, il disco ha raggiunto le 360mila copie (più di 100mila solamente nella prima giornata); un primato, se teniamo conto che si tratta di un album di debutto.
numeri e clamore a parte, la musica dei giovani inglesi non è comunque memorabile: sicuramente divertente, piacevole ed interessante, si rifà ai clichè già collaudati da bands come franz ferdinand o strokes, ma la scusante anagrafica potrà far fiorire con maggior evidenza un potenziale sicuramente elevato.
sperando non vadano a rovinarsi con le loro stesse mani, faccio gli auguri di una raggiante carriera alle scimmie artiche.

30 gennaio 2006

hulk.

quella creatura verde, aggressiva e rabbiosa altro non è che un uomo.
geneticamente modificato, ma pur sempre un uomo: con le sue emozioni, i suoi sentimenti e le sue fragilità.
è questo che il versatile ang lee vuole mostrarci, affidandosi ad una trama ben dosata e a delle immagini d'impatto, con l'impiego di ottimi effetti speciali e l'utilizzo di un montaggio originale e fumettistico.
il regista taiwanese giostra con professionalità e il film non stanca, anche grazie ad un cast che non sfigura.
districandosi senza inciampare troppo tra i luoghi comuni del genere, le due ore abbondanti di visione costituiscono un piacevole passatempo, per certi versi insolito se paragonato a prodotti dello stesso filone.

29 gennaio 2006

lifting.

la facciata del blog, come potete vedere, ha subito qualche cambiamento.
per ora si tratta di ritocchi di superficie, del tutto sperimentali e provvisori, ma, in futuro, conto di stabilizzare la struttura su un modello diverso da quello utilizzato fino a poco fa.
sono modifiche che, comunque, non stravolgeranno i contenuti dei miei post, quindi state tranquilli: continuerò ad aumentare il vostro quotidiano livello di stress.

28 gennaio 2006

la cultura in numeri.

l'eterna lotta tra quantità e qualità non avrà mai fine.
a seconda delle battaglie è una delle due a prevalere, ma, in assoluto, la prima non può escludere la seconda, e viceversa.
credo che questa diatriba sia positiva, perchè mantiene l'equilibrio della libera scelta quando ci si trova di fronte alle opportunità che la vita ci propone di continuo, spesso con insistenza.
ci troviamo a giudicare e ad affrontare, proporzionando i diversi fattori in gioco, situazioni di ogni tipo ragionando proprio sul fatto se sia più giusto guardare alla grandezza delle cose o al loro valore.
lo spunto di questo ragionamento mi è sorto da un particolare legato ad una mia piccola fissazione, che è quella di tenere il conteggio di tutti i dischi in mio possesso.
aggiornando la lista poco tempo fa mi sono reso conto di aver superato le 600 unità e credo sia una cifra discretamente elevata.
subito, però, il mio pensiero si è spostato sul fatto che avere numerosi cd non equivalga al fatto che essi siano anche importanti. è un pensiero comune e l'esempio, qui proposto, sulla musica, vale, allo stesso modo, per ogni espressione artistica o anche per una qualsiasi dedizione o passatempo.
la cosa curiosa è che, io stesso, mi rendo conto che numerosi dischi che ho sono, per certi versi, totalmente inutili perchè carenti, o nulli, sotto differenti aspetti, legati alla musica e non.
nonostante ciò non vado al mercatino dell'usato a tentare di venderli nè, men che meno, li getto via, perchè, in qualche modo, ognuno di essi è legato ad un particolare momento, oppure mi fa tornare alla mente determinate sensazioni.
trovo che questa piccola debolezza sia un valore aggiunto della bellezza di avere una passione: potersi concedere ad essa collegandola alla vita che viviamo quotidianamente è una forma di libertà individuale da non sottovalutare.

27 gennaio 2006

ghiaccio per ricordare.

il caso ha voluto che una delle nevicate più forti ed intense degli ultimi anni si verificasse in concomitanza del giorno della memoria, ricorrenza annuale e simbolica scelta per non dimenticare quello che fu la shoah.
il nesso tra i due fatti non è immediato, ma esiste.
il gelo dei fiocchi che si depositano sul grigiore della città ha la spietata capacità di immobilizzare i movimenti, di fare il vuoto attorno a sè e di annichilire suoni e richiami, coprendo tutto con una coltre di meditativo silenzio.
osservando l'avanzare del biancore ci si perde in candidi e liberi pensieri, che svolazzano nel tempo e nello spazio.
uno di essi può spingersi nell'europa centrale degli anni '30 e '40 del secolo scorso, e riuscire a vedere dolore, odio e disperazione, conservandoli come atroci ricordi nella speranza che non ritornino a galla.
se questo stesso pensiero fosse in grado di tornare al 2006 si renderà conto che i suoi occhi non si sgonfieranno dalle lacrime raccolte, ma si affaticheranno ad osservare un mondo che, se da un lato tiene viva la fiamma per rimembrare una tragedia come l'olocausto, dall'altro la spegne sul dolore, sull'odio e sulla disperazione che ancora sopravvivono.
con troppa facilità.

26 gennaio 2006

storie di balene.

il cetaceo finito nel tamigi ha resistito qualche giorno.
la giovane viaggiatrice sì è poi arresa ai paparazzi, ai giornalisti, alla cocaina riversata nel fiume dai londinesi e alla sua crisi d'identità, visto che balena, come è stata apostrofata, non è mai stata.
era un esemplare di iperodonte boreale, in trasferta sui grigi lidi della capitale britannica.
l'obiettivo, ora, è quello di preservare lo scheletro del mammifero in un museo.
sembra che l'opinione pubblica si sia accorta solo di recente dell'esistenza di questi animali che, per loro sfortuna, vengono sistematicamente, ed ingiustamente, cacciati per scopi futili, legati più ad un compiacimento della propria superiorità che a fini pratici.

i capodogli, nel processo di digestione, si trovano ad espellere una sostanza nota come ambra grigia, usata in cosmetica e profumeria. è un fluido molto prezioso e ha fatto la fortuna di una famiglia australiana, che se ne è trovati di fronte diversi chili, il cui valore è stato stimato sopra il mezzo milione di euro.
le balene chiedono un tornaconto sul loro vomito o minacciano di spiaggiarsi nel naviglio.

25 gennaio 2006

l'evoluzione involuzionaria.

stacco il telefono e attacco a scrivere un'e-mail.
conservo la voce, ma logoro i tasti del mouse.
chiudo la bocca e apro msn messenger.
più la tecnologia avanza, maggiormente diminuisce il nostro apporto psicofisico alle cose che facciamo, grazie alle silenti rivoluzioni che, lentamente, ma in modo deciso, ci addormentano i sensi e la mente e ci comandano a bacchetta.
sono, mio malgrado, un passivo partecipe di questi cambiamenti e sono talmente svogliato da non voler remare contro.

24 gennaio 2006

foo fighters.

non è facile riassumere in un post le emozioni provate ieri sera quando, di fronte ad un mazdapalace carico d'attesa, dave grohl e la sua creatura si sono esibiti per quasi due ore di spettacolo.
non ho sbagliato a non voler parlare di concerto perchè i quattro hanno dato prova di saper costruire uno show in piena regola, con una scenografia discreta, ma accattivante, una concreta presenza sul palco e, soprattutto, una prestazione a dir poco perfetta.
scusandosi per la loro assenza dal terreno italico da molto tempo, grohl ha voluto chiarire, fin da subito, che la serata di ieri avrebbe dovuto accontentare il pubblico per i prossimi due, tre anni di loro latitanza dalle nostre parti.
e così è stato.
una scaletta predisposta con la gentilezza di uno schiacciasassi e un'attitudine invidiabile, dopo più di dieci anni di carriera: ora i foo fighters si sentono cresciuti e maturati, si concedono spazi acustici e rilassati intermezzi, ma quando vogliono picchiare forte l'energia che trasuda dai loro strumenti è quella di un rock sincero, onesto e potente come pochi.
quando senti tremare anche le pupille capisci che sei davanti a qualcosa che dimenticherai con difficoltà.

23 gennaio 2006

caps lock.

non amo le lettere maiuscole.
qui sul blog le sto boicottando, sia per gli inizi delle frasi che per i nomi propri.
non c'è una vera ragione per cui lo faccio, ma vedere un testo scritto tutto in minuscolo è sicuramente più armonioso ed uniforme e a me i troppi sobbalzi non mi piacciono.
quindi, pur volendo bene alla grammatica italiana, le cui regole credo di riuscire a rispettare, mi sono preso questa personale concessione.
intrinsecamente, optando per questa scelta, faccio apparire ogni parola di pari grado a quella che la segue o che la precede, sia che si tratti di un personaggio famoso o di una nazione importante.
è un involontaria forma di democrazia lessicale.

22 gennaio 2006

il dominio su un dominio.

nel 1994 internet era ancora un infante. innocente, poco dannoso, ma con ottime prospettive di crescita.
gary kremen, in quell'anno, deve averci visto bene perchè registrò, gratuitamente, il dominio per il sito sex.com.
una lunga vicenda legale nacque sul caso, ma kremen riuscì a difendere i suoi diritti sulla proprietà.
fino ad oggi.
è notizia recente, infatti, che la escom llc, una società statunitense, ha comprato il dominio, assicurandosi così un notevole giro di contatti ed introiti attorno ad esso.
per la escom, comunque, non si è trattata di una passeggiata: l'acquisto di sex.com è costato, infatti, ben 14 milioni di dollari.
non lo so per certo, ma suppongo che sulla provinciale vicino a casa mia chiedano molto di meno.

21 gennaio 2006

duello incrociato.

ieri sera ho assistito al confronto televisivo che si è tenuto tra il presidente del consiglio silvio berlusconi e il leader del partito "la margherita" francesco rutelli.
è stato uno scontro coinvolgente, molto lungo e, in parte, interessante, ma, fondamentalmente, del tutto inutile.
si è parlato delle stesse tematiche che si trattano da mesi, con gli stessi toni, le stesse ragioni e giustificazioni e le stesse, sterili, conclusioni.
sono state fornite spiegazioni, statistiche e dati puntualmente rinnegati dal altrettanti dati, statistiche e spiegazioni.
mi domando come sia possibile avere due visioni contrastanti della realtà: o è proprio la realtà stessa ad avere la capacità di sdoppiarsi, oppure una delle due parti in causa mente, rendendosi o meno conto di farlo.
l'attualità del potere è dominata da contrasti e bugie, atteggiamenti distanti da quello che dovrebbero essere i reali intenti della politica.
non so se affrontare o abbandonare la cosa, oppure semplicemente rassegnarmi ad un futuro sempre meno roseo.

20 gennaio 2006

cecità condizionale.

un'anziana donna inglese ha riacquistato, in seguito ad un infarto, il senso della vista dopo averlo perduto più di venti anni fa.
è una vicenda incredibile dal punto di vista medico ed emozionante da quello psicologico, perchè la storia ed i fatti corrono veloci e, in pochi anni, vengono stravolti. poi ritornano sui propri passi. e vengono ribaltati ancora. e ancora.
senza malori di mezzo capita a tutti di svegliarsi un giorno ed incominciare a vedere; le cose in un modo diverso, le persone con un'idea differente. e capita di stupirci di come ci siano bellezze nascoste o di come ci sia del marcio in ogni angolo a noi visibile.
così rinunciamo a vedere e ci abbandoniamo ai nostri istinti, per assaporare con libertà le bellezze e per fuggire con indifferenza dal marcio.
opzionalmente diventiamo anche sordi.
oppure iniziamo a sentire.

19 gennaio 2006

in bianco.

la mia testa è così sgombra che non ho trovato nulla di così interessante da mettere nel post di oggi.
avrei anche potuto cercare qualche news curiosa in giro per il web, ma mi è mancata l'ispirazione, così come la giusta motivazione, per farlo ed, inoltre, ho accusato una pausa da tutti quei pensieri, spesso contorti, che mi sono usciti negli ultimi giorni.
ne prendo atto come un semplice calo di attenzione, come il pareggio della juventus con il chievo.
non prendetevela, anzi. gioite.

18 gennaio 2006

travelling without moving.

il finestrino è opaco e la testa quasi ci finisce contro.
in trasparenza una donna.
cammina tenendo in braccio un bambino: è felice, ride ed indica con la mano paffuta ogni cosa che gli crea stupore. i palazzi grigi, l'arancione del tram numero 7, il berretto rosso del ragazzo che lo sta guardando, ricambiando i suoi sinceri sorrisi.
sotto quel berretto due orecchie percepiscono appena i rumori ovattati di una città impegnata con il fermento di una mattinata lavorativa. i timpani si accoppiano con strascichi di musica cupa e rarefatta, che rapisce sguardo e sinapsi in un abbraccio incantato.
mentre le fermate scorrono.
i candidi colori del cielo si impastano in una tavolozza confusa, per le continue intrusioni di piramidi cementizie e longilinee statue metalliche. in un concentrato di segnali l'aura musicale continua nella sua opera di affascinante persuasione, rinforzando l'udito ed indebolendo con ferocia gli altri sensi.
le onde acustiche caldamente bagnano le rive di una rigida traversata urbana. e giungono a destinazione.
le fermate hanno smesso di scorrere.
la magia ritorna con quietudine nello zaino. senza protestare.

17 gennaio 2006

universe-city.

oggi ripresa ufficiale delle lezioni universitarie.
sento di essere già entrato nel clima giusto; che non è, per chiarire fin da subito, quello delle tonnellate di appunti e delle teste sempre chinate sui libri, ma è, piuttosto, un sereno impegno di modesta attenzione collegata alla rilassata felicità che ritrovo nello stare insieme ai miei compagni.
più che un ambiente di studio trovo che sia un microcosmo dove le più disparate esperienze confluiscono assieme e si inglobano, quasi a cercare protezione, in una massa informe che si muove, dialoga, sperimenta ed interagisce per raggiungere il fine ultimo della laurea.
è, per farla breve, un sapiente luogo di conoscenza: delle nozioni, degli altri e di stessi.
da mettere nell'ordine che preferite.

16 gennaio 2006

clima di tensione.

giorno dopo giorno mi rendo conto di vivere in un paese dove le regole, oltre ad essere aggirate, vengono ridipinte a seconda del quadro che si vuole andare a comporre.
il problema più importante, però, è che il rispetto o meno di tali regole spesso avviene in una confusione davanti alla quale la gente comune, quindi me compreso, sa di doversi fermare perchè comincia a capirci sempre di meno.
è il caso, all'ordine del giorno, dei fitti intrecci tra politica e finanza: legami tenuti assieme da spesse funi di denaro sonante, il quale, girando di mano in mano, diventa una merce di scambio talmente sporca da macchiare la credibilità di molte persone.
fortunatamente esistono appositi organi la cui funzione è quella di sbrogliare, anche se non sempre con successo, le trame giudiziare dei casi d'illegalità. come se non bastasse, però, anche l'operato della magistratura, già di per sè complesso ed articolato, viene messo in discussione da più parti e, spesso intralciato.
quando l'intralcio va a cadere in concomitanza con eventi di rilievo, com'è quello attuale della preparazione alla campagna elettorale, allora, oltre alla caos si aggiunge il fastidio, perchè voler inquinare la tranquillità di un onesto cammino verso le elezioni con ingiustificate polemiche e attacchi dal retrogusto acido, è qualcosa che l'italia, insoddisfatta e vicino alla disillusione, non si merita.
è in gioco la fiducia verso le istituzioni e voler arroventare il campo di gioco sicuramente creerà un costante allontanamento tra il popolo e i suoi rappresentanti al potere .
altro che "italia, forza".

15 gennaio 2006

simbiosi.

i proverbi e i modi di dire sono fatti per impartire lezioni, ma non certo per essere seguiti alla lettera, dato il loro contenuto metaforico.
uno di questi, però, è stato messo in pratica, con una leggera variante, da una donna svedese.
se vi è mai capitato di dire "mettere una pulce nell'orecchio", sappiate che a questa signora è successo, anche se il protagonista della vicenda è un ragno.
il simpatico ospite ha dapprima visitato il letto della donna la quale, convinta di averlo definitivamente scacciato, si è poi coricata, ignara del fatto che l'aracnide ha pensato bene di insediarsi in un suo orecchio.
prima di essere spazzato via, ancora in vita, da un lavaggio approfondito, l'animale è rimasto un mese a far compagnia all'udito, evidentemente disturbato, della donna.
se questa storia finisse in mano a qualche ambizioso sceneggiatore di hollywood, non dovrebbe tardare la visionaria trasposizione cinematografica di spider-woman.

14 gennaio 2006

the comfort of home.

è il titolo dell'ultimo, e ottimo, disco di una talentuosa band americana, i rufio.
quelle parole descrivono semplicemente dove mi trovo.
c'è chi non rinucia per niente al mondo ad un sabato sera fuori, chi ancora si vergogna di passarlo tra le proprie mura.
io no. non mi interessa particolarmente uscire ad ogni costo per poi, magari, finire in un postaccio senza riuscire a divertirsi. stasera sono giustificato per via di un forte mal di stomaco che mi ha colpito per tutto il giorno, e che ora sta svanendo, ma, in altri casi, non trovo nulla di male a trascorrere una serata in casa.
sarà cha adoro stare da solo, ma la sensazione di calore che dà la propria abitazione è impareggiabile; quando si torna da lunghe vacanze, la tristezza è legata al fatto di sapere che i divertimenti passati non torneranno più, ma quando si mette il piede sul pavimento dell'ingresso allora capiamo quanto siamo fortunati ad avere un posto dove stare, dove poter fare tutto ciò che vogliamo, dove sentirsi sicuri e protetti.
è bello sentirsi a casa.

13 gennaio 2006

ingrato.

difficilmente sono buono con me stesso.
quando mi capita di riuscire in qualcosa per meriti che ho acquisito e ho saputo sfruttare sono felice di questo raggiungimento, ma solitamente tendo a sminuirmi e ad avere un'ottica di me in cui ciò che è positivo è pressapochista e ciò che è negativo prende, inevitabilmente, il vantaggio, facendomi ripiombare in strani momenti lunatici.
non sono presuntuoso, eppure sento di avere molte qualità, diverse e sviluppate tra loro in molte maniere. contemporaneamente, però, sento che queste non sono espresse al massimo e così, quando provo ad aumentare il mio grado di consapevolezza in una o l'altra capacità, spesso mi scontro con un'autostima tanto debole da far naufragare molte ambizioni e progetti, da quelli più umili fino ai più lungimiranti, da quelli più emozionali a quelli più concretamente tangibili.
forse dovrei semplicemente guardarmi con occhi più profondi, vedendo che, in fondo, anche il fatto di lamentarmi del mio essere fa parte della mia persona; quindi cercherò di rassegnarmi a quello che sono, girando tutte le medaglie che ho nel cuore dal loro lato migliore.
corro il rischio di risultare noioso con questi post filo-esistenzialisti, ma credo che il blog sia uno strumento molto versatile per comunicare con libertà perchè riesce ad assumere differenti connotati: dalla raccolta di informazioni al diario personale, tutta la gamma di comunicazioni di tipo scritto è compresa, quindi sto cercando di usufruirne ogni aspetto concesso.
scusate per il disturbo.

12 gennaio 2006

cambio al vertice.

lassù, sopra il mobile dello stereo, oggi c'è stata una piccola grande rivoluzione.
dopo anni di onorata carriera il mio vecchio televisorino ha lasciato il posto ad un suo successore.
non è stata una separazione indolore.
per diverso tempo lui e l'ormai defunta playstation, hanno formato una coppia inseparabile, ma è stato anche una fonte di svago tra film, cartoni e spettacoli tv.
da un po', però, stava cominciando a sentire il peso della vecchiaia: il segnale andava e veniva sempre più spesso, fino al punto di rimanere per diversi minuti con lo schermo disturbato, a bande grigie; quel grigio scuro e cupo che evoca solo tristezza e solitudine.
il suo erede, straniero e leggermente più evoluto, avrà tempo per insediarsi facendomi dimenticare il caro compagno scomparso.
riposa in pace.

11 gennaio 2006

violenta manicure.

per una strana forma di disgustoso piacere, ormai da anni mi mangio le unghie.
è un vizio certamente meno dannoso di altri, basti pensare al tabagismo, però è comunque una forma di autolesionismo ingiustificata, che colpisce maggiormente quando siamo nervosi, ma difficilmente scompare anche se siamo al massimo della tranquillità.
non so quali siano le origini di questo comportamento, ma ho appreso da internet pochi minuti minuti fa che si chiama onicofagia; chissà se perdendo tempo ad informarmi su quest'abitudine non smetta di praticarla...

10 gennaio 2006

sottopelle e sottochiave.

se vi stancate ad aprire la porta quando tornate a casa, oppure vi annoia digitare password e codici, esiste una soluzione efficace ed invisibile.
si tratta del microchip impiantato sotto la pelle.
grande meno di un centimetro, questo apparecchio consente di accedere a tutte le chiavi d'accesso tramite segnali radio tramessi tra il chip e appositi ricevitori.
è uno strumento di cui si parla da molto tempo, ma solo ora sembra riscuotere vero interesse e popolarità: oltreoceano già si segnalano blog e forum dedicati a quella che potrebbe diventare una nuova moda o, semplicemente, un ulteriore vizio tecnologico: ci stiamo spingendo sempre più in avanti con l'innovazione, ma riusciamo a risolvere problemi sempre meno utili.
il mondo è in guerra per un liquido nero, oleoso e puzzolente, ma noi pensiamo ad aprire le porte senza la chiave.
che strana evoluzione.

09 gennaio 2006

ricominciamo.

allegro, apprensivo, avido, accattivante o, semplicemente, consuetudinario.
comunque sia stato, il lungo ponte delle presunte festività si è concluso, tra sorrisi distesi e nervi tesi.
sono stati i negozianti e la televisione a ricordarcelo, rispettivamente con l'aumento preventivo dei prezzi sui prodotti da mettere, successivamente, in saldo e con l'incubo di non poter ritornare in forma dopo le abbuffate di fine anno, quasi a volersi preparare per l'angosciante prova costume che, ogni estate, pare faccia perdere il sonno a moltissime persone; sempre secondo la tv.
in ogni caso disfiamoci di alberelli e spazziamo via il presepe, perchè bisogna rimboccarci le maniche e tornare al ritmo di sempre.
se, gentilmente, qualcuno mi ricordasse come sia gliene sarei grato.

08 gennaio 2006

che tempo che fa.

dietro ad una facciata meteorologica, proposta autorevolmente nella primissima parte del programma, si nasconde un laboratorio di televisione intelligente, in onda dalle 20:10 ogni weekend su raitre.
condotto dall'abile ed esperto fabio fazio, che tempo che fa è un contenitore dove si miscelano comicità ed attualità. la prima componente è affidata ad un cast di tutto rispetto, composto da antonio cornacchione, maurizio milani, teo teocoli e dalla travolgente luciana littizzetto. il resto, gestito con ironia dal solo fazio, è uno spazio dedicato a due interviste con personaggi che attraversano e rappresentano il mondo della politica, quello dello spettacolo, dell'arte o dello sport.
l'aspetto piacevole del programma è l'aria di spontaneità che trasmettono i suoi protagonisti; se, a questo, aggiungiamo un ritmo disteso e una buona professionalità otteniamo uno dei rari esempi di come fare tv moderna con gusto e sincerità senza ricorrere a mezzi alternativi e senza scendere a compromessi.

07 gennaio 2006

il malato immaginario.

mal di testa e libro aperto.
fazzoletti di carta a portata di mano.
le pagine scorrono distratte tra una soffiata di naso e uno sguardo al pc.
il mio pensiero viaggia tra dense atmosfere e tempeste solari, sopravvive a nubifragi e tormente, poi torna sulla terra, acquietato dal quel senso di smarrimento e solitudine che abbatte tutto, inibendo ogni forma di ribellione, anche la più timida.
mi sento oppresso da una spessa coltre di emozioni ingabbiate in celle che mi sono attivato a costruire da tempo, senza un particolare motivo ragionevole.
traslo in occasioni future il momento in cui potrò smantellarle.
e sto male per questo.
ma, prima o poi, guarirò.

06 gennaio 2006

significati.

saper ascoltare è un dono prezioso.
capire quello che si sta ascoltando è una qualità fondamentale, ma non determinante.
mi spiego.
comprendere il senso di una parola, di un discorso, di una lettura è, in sè, una dote particolarmente importante e utile per molti aspetti della nostra vita.
ma non è innata.
è una capacità che può accrescersi con il tempo, così come può perdere smalto e prontezza; è un bene da coltivare e preservare.
ed è per questo che, una volta acquisita questa peculiarità, la si potrà gestire a proprio vantaggio nel lavoro, nello svago e nelle relazioni interpersonali.
unendo intuito ed attenzione si riuscirà ad arrivare ad un punto in cui sarete voi a dare le risposte invece di cercarle continuamente nella fiducia degli altri.
o, altrimenti, potrebbe essere interessante conservare una piccola gemma di sana ignoranza per aumentare le nostre possibilità di incrementare ragione e consapevolezza.
tutto questo per proporvi un esempio.
ma voi la sapete cosa significa "trascendi" ?

05 gennaio 2006

sviluppo mediatico.

l'incremento delle conoscenze tecnologiche ha agito di pari passo con il mondo dell'informazione e della divulgazone.
dalla carta stampata si è passati alle trasmissioni radiofoniche, poi a quelle televisive fino a giungere ad internet che, ad oggi, risulta essere uno strumento fondamentale di comunicazione, primo per importanza e completezza.
la straordinaria rivoluzione che il web ha portato con sè è stata la capacità di permettere un'interazione totale tra utenti sparsi in giro per il mondo. il naturale passo avanti di questa funzionalità è stata la nascita dei blog.
grazie ad essi è possibile condividere idee, confidenze, news e approfondimenti in presa diretta con chiunque possa accedere ad un pc. se si tratti di un'evoluzione, perchè consente una libera espressione di pensiero, o di un'involuzione, perchè dopotutto snatura l'autorevolezza delle notizie e, molto spesso, propone poco di interessante, è una questione secondaria, visto che ormai il fenomeno ha raggiunto una popolarità tale da considerarsi, a tutti gli effetti, un autentico deposito di informazioni, in costante e continuo aggiornamento.
dopo una complessa ricerca, ad ottobre è emerso che il numero dei blog nel mondo si aggira attorno ai 100 milioni.
come se non bastassero queste cifre a mettere in evidenza il potenziale di questo mezzo, sono recenti due casi di censura che hanno proprio come obiettivo i blog; sintomo che i media stanno, sempre di più, interagendo tra loro e, con il tempo, sta mutando la loro influenza sulla gente comune.
il primo episodio è legato all'esercito americano: trovando come giustificazione quella di poter essere letti dai nemici, i blog dei soldati statunitensi in missione verranno messi sotto esame da una speciale commissione.
l'altra storia ha come protagonista zhao jing, un giornalista cinese, che ha visto chiudere il suo blog per la terza volta: in quest'ultimo caso ad intervenire è stata addirittura la microsoft.
a jing è andata comunque meglio di shi tao che, per aver diffuso un documento ritenuto segreto di stato, deve ora scontare 10 anni di prigione. ma ha ugualmente vinto un premio per la libertà di stampa.

04 gennaio 2006

il campionato dei minatori.

il lavoro in miniera è pesante, faticoso, massacrante, debilitante.
e pericoloso. oggi come ieri.
si rischia la vita nei modi più dolorosi: per mancanza d'ossigeno, per un crollo, per un'esplosione.
è su tutte le prime pagine dei giornali la tragedia accaduta nel west virginia, dove 12 minatori sono stati trovati morti dopo che, erroneamente, era stata diffusa la notizia che, al contrario, erano appunto 12 i sopravvissuti.
un errore terribilmente indimenticabile per amici e parenti delle vittime.
tg e quotidiani hanno dato giustamente molto risalto alla notizia, in quanto si tratta di un incidente sul lavoro molto grave e abbastanza raro per un paese come l'america.
la cina è dove, invece, stragi come questa non fanno più notizia. o, più precisamente, la fanno, ma non raggiungono tutti i media allo stesso modo.
si segnalano, però, 13 morti per un'inondazione avvenuta alla fine di dicembre e, un mese prima, per uno scoppio di notevole entità, sono state più di 100 le persone a perdere la vita.
nel corso di un anno sono migliaia i minatori cinesi che muoiono in disgrazie per lo più dovute all'arretratezza dei sistemi e alla inadeguatezza delle attrezzature impegate.
ma non sempre lo si viene a sapere.
ci sono minatori di serie a e altri di serie b.
come in un campionato dove sono ammesse retrocessioni, ma, difficilmente, promozioni.
del resto la concorrenza è feroce.

03 gennaio 2006

chiome.

"...senza capelli
sono una pagina senza quadretti
un profumo senza bottiglia...
...quando perdo il senso e non mi sento niente
io chiedo ai miei capelli di darmi la conferma che esisto
e rappresento qualcosa per gli altri
di unico vivo, vero e sincero ..."
niccolò fabi - capelli

un antico detto dice che le persone si riconoscono dalle scarpe che indossano.
io dò uguale importanza ai capelli.
molto spesso, infatti, il tipo di capigliatura o piega di una persona può descrivere il suo carattere, la sua intrapredenza, il suo atteggiamento.
i modi di un individuo talvolta sono rispecchiati nei ciuffi che porta in testa: ordinati, sparpagliati, curati, trasandati, folti o assenti.
esistono infinite varianti di come portare i capelli, così come esistono infinite personalità differenti, ognuna, a suo modo, unica, seppur inflazionata dalla società in cui è inserita.
allo stesso modo le capigliature variano risentendo del passare degli anni, dell'alternarsi delle tendenze e della ritualità delle mode.
dimmi come ti pettini e ti dirò chi sei.
ma, ancor prima, dimmi se ti pettini.

02 gennaio 2006

perdersi di vista.

e ritrovarsi sul web.
è accaduto a due sorelle inglesi, irene e doris coughtrey, rispettivamente di 79 e 85 anni.
separate in due diverse famiglie dopo la morte della madre nel 1929, le due donne non si erano più sentite nè incontrate, finchè, grazie a gordon law, un pensionato amico di doris, abile usufruitore di internet, non ci è stato un contatto. il tutto è stato possibile grazie alla destrezza dell'uomo di districarsi tra informazioni anagrafiche e alberi genealogici.
questo episodio è un'ottima prova per dimostrare la forza della rete, di come sia capace di cambiare il destino delle persone o, semplicemente, di indirizzarlo verso sentieri più comodi e confortevoli.
è, però, anche un'arma a doppio taglio, facile covo e nascondiglio per criminali di ogni tipo.
una vera e propria dimensione parallela.

01 gennaio 2006

full immersion.

ho la testa piena di pensieri.
alcuni buoni, altri cattivi, ma tutti, a loro modo, interessanti.
ma, si sa, la mente umana non è lineare e ben definita, quindi devo riuscire a mettere un po' di ordine tra i cassetti del mio cervello e vedere come riorganizzarli con criterio.
il problema principale è che i pensieri che formuliamo non riescono mai a nascere distaccati dalle emozioni e dai sentimenti, quindi tradurli in azioni diventa un compito non facile.
tra una dormita e l'altra, sto studiando come fare.