31 ottobre 2005

tempo.

due giorni fa abbiamo spostato indietro di un'ora le lancette dei nostri orologi.
lo abbiamo fatto senza renderci conto che lui -il tempo- ci ha deriso.
lo ha fatto perchè, sistematicamente, ci condanna a stargli dietro. e le condizioni le impone lui.
ci illudiamo di poterlo regolare, ma lui, imperterrito, va avanti per la sua strada e, com'è giusto che sia, se ne frega di noi.
robert zemeckis non era di quest'idea quando, nel 1985, diresse quel piccolo capolavoro cinematografico che è "ritorno al futuro". una favola, un'utopia, una semplice storiella: vedete voi come inquadrarlo.
il fascino dei viaggi nel tempo resta intatto; tutti, almeno una volta, abbiamo pensato di poterne affrontare uno.
giocare con il tempo è possibile, manovrarlo no. ma la speranza resta viva, anche se solamente per farci vivere meglio.
stasera, in seconda serata su italia1, verrà trasmesso quel film.

comunicazione tecnica: se non ho sbagliato a modificare le impostazioni, da oggi, per commentare i post, sarà necessario copiare una parola che verrà visualizzata in un riquadro. una roba da pochi secondi, ma necessaria per evitare che sistemi automatici intervengano a riempire il blog di commenti pubblicitari e/o di altro tipo.

30 ottobre 2005

storie di topi.

mentre io stentavo a ricordare il mio onomastico, a "la talpa", l'irreality-show di italia1, presenziava un gradito ospite. un topo arrostito veniva servito come pietanza ai concorrenti del programma, pare ricalcando le gesta di un tradizionale rito tribale. o forse allo stato tribale stanno tornando, pian piano, i palinsesti televisivi.
non riesco bene a capire se la sfiga maggiore del topolino sia stata quella di venir trafitto da uno spiedo o quella di finire in diretta nazionale tra le mani di bettarini.

due giorni dopo alcuni scienziati neozelandesi hanno ammesso di essere stati beffati da un topo.
il roditore, nuotando in mare e schivando trappole, è stato in giro tra le isole di un arcipelago della nuova zelanda per quattro mesi, confermando agli studiosi la grande difficoltà nello scovare ed eliminare questa specie.
si mormora che sia già tra i candidati per sostituire richard dean anderson nel ruolo di mcgyver.

giusto tre giorni fa, invece, è stato avvistato un topo su un vagone del treno caserta-roma.
i passeggeri sono stati prontamente spostati su un'altra carrozza.
sono nate numerose proteste riguardo a questo caso: il ratto, infatti, ha viaggiato sull'intercity con un biglietto valido per un interregionale, ma la multa non gli è stata applicata.

29 ottobre 2005

cloni al sole.

girare per milano spesso è sconfortante.
sembra che le singole personalità di ognuno tendano sempre di più ad annullarsi.
sembra che l'omologazione sia diventata una ragione di vita, da perseguire fino in fondo.
sembra che mode e stili, che di frequente qui nascono per poi espandersi, vadano a fossilizzarsi, in modo anonimo, verso scelte esteticamente discutibili.
sembra che l'intento di emulare sia la strada più breve per farsi riconoscere, mentre, evidentemente, l'effetto suscitato è l'opposto.
in tutto questo una luce.
è stato il tramonto a salvarmi.
un sole pallido e stanco se ne andava a dormire tra le decorate palazzine che mi circondavano.
è stato un bel momento.
tanto da farmi dimenticare che la luce che arrivava ai miei occhi illuminava, nel frattempo, un naviglio secco e maleodorante, una lunga fila di auto irruenti e un nebbioso cielo di un colore indefinito, carico di sporcizia di ogni tipo.
traducendo e poi parafrasando il titolo del post mi viene in mente un brano dei dredg, una band immensa.
la canzone s'intitola "ode to the sun". inconsciamente è quello che facciamo tutti.
ogni giorno.

28 ottobre 2005

lento.

di fronte allo straripante show di roberto benigni di ieri sera io mi sento lento. e credo che lui sia rock. anzi, heavy metal.
il poeta toscano è stato ospite alla seconda puntata di rockpolitik, riempiendo i 40 minuti a lui concessi con una performance indimenticabile.
ha ballato, saltato e corso come un ragazzino ed ha alternato comicità caciarona, con urla e pernacchie, a una satira tanto pungente quanto delicata e, in sostanza, molto intelligente.
intelligenza che si è manifestata ancora meglio nelle due citazioni "colte" riservate a voltaire e socrate: un breve passo sulla libertà di espressione per il primo, una parte del discorso tenuto al suo processo per il secondo.
era quello che serviva per risollevare le sorti di un programma non certo perfetto.
celentano non è quel ciclone che tutti attendevano da un lato e temevano dall'altro: i suoi monologhi, anche se su argomenti ben mirati, finiscono per sgonfiarsi su se stessi per mancanza di profondità e risultano talvolta campati per aria perchè son strutturati in modo fin troppo personale, e non sempre condivisibile.
pure la parte, tra il serio e il faceto, della diatriba tra cosa è "rock" e cosa è "lento", non è sempre incisiva e lascia quella sensazione di incompletezza quando, per esempio, viene detto che i gay sono rock mentre i matrimoni fra essi, e il loro promotore spagnolo, zapatero, sono lenti, lentissimi, ma senza che questo argomento venga poi ripreso dopo, a favore, invece, di una discutibile invettiva contro i grattacieli.
il resto dello show più o meno regge, con una scaletta praticamente invariata rispetto all'esordio: c'è cornacchione, la cui ripetitività incomincia a venir fuori; c'è crozza, straordinario nella prima puntata, comunque sopra la media in questa e c'è lo spazio musicale, diviso tra il cantautore di turno (prima ligabue, ieri ramazzotti), che duetta e chiacchera con celentano prima di cimentarsi in un triste playback, e la band, che, invece, si esibisce -e bene- dal vivo: dopo i negrita di giovedì scorso, ieri è toccato ai salentini sud sound system, unire temi sociali alla musica.
nonostante il numero degli spettatori sia stato elevatissimo (mediamente sopra i 12 milioni), fabrizio del noce, direttore di raiuno imparentato con l'auditel, pare avercela ancora con celentano; stavolta dice che era come se non esistesse, riferendosi al fatto che il vero protagonista della serata è stato benigni.
vero.
ma è anche vero che benigni l'ha voluto e portato in tv celentano, quindi un po' di merito diamoglielo, dai...

27 ottobre 2005

arte. e parte.

sabato scorso sono andato ad una mostra.
non è da me.
ma il soggetto meritava.
keith haring è americano, scomparso nel 1990 per aids e, sostanzialmente, un disegnatore.
la sua importanza, però, va fuori dalle sue opere, dato che il suo contributo alla street-art e, in parte, ad alcune forme di writing, è fondamentale.
the keith haring show, questo il nome dell'esposizione, è alla triennale di milano, fino alla fine di gennaio.
io non sono per la cultura a tutti i costi. anzi.
però la diffusione delle espressioni artistiche male non può fare.
internet, per questo, è uno strumento molto importante: deviantart, ad esempio, è un sito dove artisti di tutto il mondo, amatoriali e professionisti, possono mostrare le loro opere; sono sicuro che tra loro c'è qualcuno che non disdegna il writing, legale o meno.
beh, sappia che giuseppe valditara, senatore di alleanza nazionale, giorni fa ha proposto un emendamento alla finanziaria per tassare le bombolette spray di vernice.
siamo arrivati a questo?
io credo che, anche in merito alla finanziaria, ci siano punti ben più dolenti su cui discutere.
potrei citare berlusconi, che ieri ha ribadito come, con l'attuale governo, siano state fatte più riforme di quante ne sono state fatte in passato dai precendenti governi.
bene, ne prendiamo atto. ma come dato statistico.
il discorso, infatti, si sposta sulla difficile scelta tra quantità e qualità.
le riforme sono state numerose (quantità), ma sono state anche necessarie e ben discusse (qualità)?
giusto tre di queste riforme, ovvero quella scolastica, quella elettorale e quella riguardante la devolution, trattano temi importanti e all'ordine del giorno: allora non sarebbe stato meglio limitare la quantità e puntare su un dibattito, con opposizione e parti in causa, più ragionato, con tempi e modalità migliori?
io non voglio entrare in merito alla questione: ho il diritto di votare appunto perchè qualcuno lo faccia per me.
però è evidente come le polemiche e discussioni nate dalle già citate riforme nascondono un malcontento non indifferente, che spesso si tramuta in insofferenza, perchè le speranze legate a quella X che segnamo in cabina elettorale spesso si affievoliscono. e cadono.
probabilmente a keith haring sarebbero bastate poche linee per descrivere una situazione del genere.
magari anche solo due. quelle di una X.
tornando a parlare strettamente di opere segnalo poorone, interessante e versatile artista delle mie parti.
date un'occhiata alla sua gallery.

26 ottobre 2005

eccomi.

apro oggi il mio blog personale.
uno spazio del tutto libero che spero vogliate seguire.
commenti ben accetti su ogni argomento.
come prima cosa da dire vado proprio sul banale: il calcio.
si è da poco conclusa la nona giornata di campionato di serie a.
da segnalare che la juventus ha vinto. ancora. per la nona volta consecutiva.
e non aggiungo altro.