24 aprile 2006

economicamente.

nel corso universitario che frequento c'è spazio anche per l'economia che, servendosi del suffisso "ambientale", ha fatto breccia da poco nell'orario dell'ultima parte di quest'anno.
la materia parte, ovviamente, dalle basi dell'argomento trattato, con le dovute precisazioni su ogni aspetto generale dei temi trattati.
vista la mia scarsa padronanza con le questioni economiche non mi sento in grado, ad oggi, di valutare l'esposizione ed i contenuti delle lezioni, ma, contemporaneamente alle prime spiegazioni in classe, mi sono domandato se, in una realtà così profondamente lacerata dai regimi economici, ha ancora senso parlare di queste cose.
trovo che sarebbe molto più giusto, e corretto nei confronti di generazioni, come la mia, che entreranno nei processi lavorativi futuri negli anni a venire, trattare di elementi di economia moderna e quindi di multinazionali, di squilibri sociali, di capitalismo.
lo spunto per questo pensiero mi è venuto quando ho sentito citare, giusto come esempi in un discorso, aziende come la fiat o la telecom, sulle quali servirebbe un intero corso a parte per analizzare il loro operato e la loro struttura.
che ci piaccia o no ogni potere, che sia politico o meno, è strettamente regolato da sistemi economici ingiusti, corrotti e carenti sotto il profilo della trasparenza, ma, per qualche ragione, la dottrina in questo campo è ancora tramandata da grossi volumi impolverati.
basterebbe soffiare forte sulle copertine.